A volte, quando ammiriamo la maggior parte dei ritratti del XVIII secolo rimaniamo stupiti dalla bianchezza dei volti dei protagonisti di tali quadri.
Questo pallore ritratto dagli artisti dell’epoca molte volte viene attribuito alla gamma di colori molto freddi utilizzati nel 700, non molte persone sanno che quel candido pallore e quelle guance rosee sono dati dalla moda del tempo che imponeva alle dame di  truccarsi il viso con una sostanza chiamata biacca o cerusa, velenosa all’organismo e dannoso alla pelle perché conteneva tracce di piombo.
La biacca conferiva a donne e uomini un effetto alquanto  spettrale che si può incontrare nella maggior parte dei quadri risalenti al XVIII secolo. Questo trucco   rendeva il volto delle persone simile a statuine di porcellana, fragili e delicati.
 
Nel 700 erano sempre più in voga i finti nei
 di vari materiali come per esempio di raso, velluto , taffetas e molti altri materiali.
Il neo assumeva vari significati in base alla sua posizione.
 I nei erano provvisti, al rovescio, di una gomma leggera; cossiché , inumiditi, aderivano alla pelle.
 
 
 
Scatoletta porta nei
 
 
 
Le labbra si arrossavano con il “fattibello” cioè il rossetto, una sostanza di allume, gomma arabica e insetti schiacciati.
 
 
Comparve anche il primo fard, in francese  “tenero”, utilizzato dalle donne per risaltare la pelle bianca.

 
 Le grandi dame del periodo Barocco ricorrevano spesso all’aiuto di un pittore per la scelta dei colori utilizzati nel make up, che erano gli stessi utilizzati per i loro dipinti; naturalmente potevano essere nocivi.
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